noi, l‘Italia

Roma, 03.12.2011_31.01.2012

Palazzo del Quirinale, Sala delle Bandiere

Mostra promossa da 

Comunità di Sant’Egidio
MLAC – Museo laboratorio di Arte Contemporanea – Sapienza Università di Roma

Mostra a cura di 

Simonetta Lux

Architettura espositiva 

Cura dell’allestimento

Grafica espositiva

Lighting design

arch. Federico Lardera

 

Collaboratori:

dott. Giustino Cacciotti

 

 

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia è stata realizzata nella Sala delle Bandiere del Palazzo del Quirinale, la mostra noi, l‘Italia con centocinquanta opere e testi realizzati da persone con disabilità nei Laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio.

Al progetto espositivo ha partecipato anche l’artista Anton Roca che ha progettato e realizzato la scultura tavoloITALIA presente in mostra.

La mostra ha sintetizzato i 150 anni dell’Unità d’Italia, la capacità di unire pluralità in un paese dalla grande storia e di grandi risorse umane. L’intelligenza delle persone disabili – imprevedibile, produttiva e liberatoria – è la grande scoperta che comporta una definitiva rottura dei pregiudizi culturali tuttora vigenti nelle società contemporanee. Con l’arte è iniziata la strada del superamento di tali pregiudizi, rivelando creatività e saggezza. Anche loro, forse soprattutto loro, sono l’Italia.

La mostra, curata da Simonetta Lux, che ha aperto in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre), è stata promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e dal MLAC, Museo laboratorio di arte contemporanea – Sapienza Università di Roma.

IL CONCEPT ESPOSITIVO

Coinvolto dalla geniale sensibilità di Simonetta Lux e completamente conquistato dalla causa della Comunità di Sant’Egidio, mi fu subito chiaro il nobile scopo della mostra.

Non si trattava soltanto, come spesso avviene nel mio lavoro, di creare, con un’architettura espositiva, il luogo empatico in grado di amplificare il racconto ed il messaggio artistico sia estetico che concettuale.

Dovevo attraversare la soglia del razzismo, del pregiudizio, dell’ignoranza e della paura verso l’altro: il diverso, colui che non corrisponde agli standards normali e normati, della società organizzata nella griglia delle convenzioni sociali.

Lo spazio espositivo più che un luogo avrebbe dovuto configurarsi come un nonluogo, lo spazio dello standard per eccellenza, quasi fosse un ponte attraverso cui accompagnare il visitatore.

Quindi il luogo per eccellenza, il Palazzo cardine della nostra Repubblica, gli ambienti progettati da Carlo Maderno dedicati alla mostra, si dovevano necessariamente annullare per amplificare il senso di straniamento ed alienazione.

Ora, anche il progetto mi è chiaro: tutto lo spazio dedicato alle installazioni è avvolto nel nero. Le stanze, annullate ed oscurate, sono rischiarate soltanto al centro del soffitto da grandi oculi che si aprono verso gli affreschi delle volte. L’apertura verso l’alto determina un’assialità ascensionale sulla storia dei luoghi, una sorta di asse temporale la cui coordinata è fermata  all’epoca degli affreschi. Per sottolineare il passaggio ad una nuova sensibilità, tutti gli attraversamenti esistenti sono lasciati a vista, con le cornici lapidee dei portali storici in evidenza.        

La mostra si sviluppa attraverso tre sale.

La sala del tavoloITALIA è un prisma vuoto e oscuro che esalta l’opera di Anton Roca, una rappresentazione della sagoma geografica dell’Italia composta da 20 tavoli assemblati in modo da formare una piattaforma abitabile. L’installazione galleggia nello spazio vuoto ed è unicamente sottolineata da fasci di luci che si proiettano dalle pareti lanciando lunghe ombre sulla pavimentazione. Una gigantografia riprodotta su una parete, come uno specchio temporale,  evoca la presenza reale degli abitanti.     

La sala dei centocinquanta è un’installazione costituita da una griglia seriale di 150 cubi, paradigma dei pregiudizi, degli standards e delle convenzioni della società normata. Ogni cubo è un box illuminotecnico-espositivo, una scatola stilizzata, una memoria da raccontare attraverso una singola opera su tela, quelle che Simonetta Lux definisce efficacemente come –condensazioni concettuali o visuali di vite ed esperienze-  

L’incontro con l’altro, il diverso, avviene attraverso flash o illuminazioni improvvise e casuali. 

Una scatola si illumina, la rigida griglia si decompone, dallo spazio cubico fuoriesce un gesto, un’idea, una traccia di vita, mentre simultaneamente si proiettano frasi sorprendenti, frammenti di pensieri. Poi anche il soffitto si anima, i cubi fuggono caoticamente verso l’alto finalmente liberi dalla griglia. La paura è vinta, il pregiudizio è abbattuto. 

La sala del tricolore non è una citazione retorica, è un tricolore metamoderno lucido e topologicamente avvolgente che sappia essere simbolo e stimolo, storia e prospettiva, che riesca a raccontare nuove sensibilità ad una sempre giovane Italia, che raccolga ed accolga come una vera casa. Un tricolore in cui riconoscere e riconoscersi anche oltre la didascalica ordinarietà, che ondeggi al vento di chi porta il nuovo, il diverso, ben fermo sull’asta anche quando su di esso si abbatte la tempesta.

Un tricolore che amiamo soprattutto quando protegge i più deboli e sostiene i giusti, che ha voluto aprirsi alla colomba bianca mentre porta in volo il ramoscello d’ulivo attraversando un iridescente arcobaleno. 

 EXIBITION DESIGN

progetto allestimento mostra; comunità di Sant'Egidio; Quirinale; arch. Federico Lardera

"noi, l'Italia": exhibition design

Le tavole del progetto dell'allestimento della mostra "noi, l'Italia"

 OPENING

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insieme al Prof. Alessandro Zuccari all’inaugurazione della mostra

L’inaugurazione di noi, l’Italia, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, che nel catalogo della mostra, edito da MARETTI Editore, ha espresso il suo “pieno apprezzamento” sia alla curatrice della mostra Simonetta Lux sia all’architetto Federico Lardera che “ha concepito un così brillante allestimento”.

  • La curatrice Simonetta Lux e l’arch. Federico Lardera

  • La curatrice Prof.ssa Simonetta Lux e l’artista catalano Anton Roca

  • Il Presidente Napolitano insieme all’autore del “tavoloITALIA” Anton Roca

 IL VIDEO DELLA MOSTRA

RIFERIMENTI ESTERNI

Crediti fotografici
Antonio Idini
Giorgio Benni
Daniele Statera