La GEOMETRIA di CASTEL del MONTE
Un trattato sulla geometria e le proporzioni della morfologia architettonica.
Autore: Federico Lardera
con la collaborazione matematica di Lorenzo Roi
Castel del Monte come architettura castellare non ha riferimenti simili in tutto il Medioevo e nelle diverse culture architettoniche. La sua accertata singolarità lo ha fatto assurgere a monumento simbolo del disegno politico e culturale di Federico II e, per gli inestimabili valori universali di cui è portatore, Castel del Monte è stato inserito nel 1996 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
La miglior sintesi fu scritta, in poche e dense righe, da Giulio Carlo Argan nel primo volume della “Storia dell’arte italiana” edito da Sansoni nel 1968: “Rigorosamente come in un teorema matematico, si sviluppa, l’ottagono di Castel del Monte[…]”

Fig.1 Modello 3d di Castel del Monte, larderArch.
Questa singolare inflorescenza geometrica dal fascino magnetico, basata sull’ottagono, che ha sedotto generazioni di architetti e storici dell’arte, non ha ancora una spiegazione in termini geometrico-compositivi: si tratta di una semplice giustapposizione simmetrica di ambienti funzionali, oppure si cela una legge matematica che li connette in un unico teorema come presagiva Argan?
Gli unici autori che hanno affrontato in modo sistematico il tema delle relazioni proporzionali alla base della morfologia architettonica di Castel del Monte, formulando ipotesi geometriche, si possono individuare nell’archeoastronomo italiano Aldo Tavolaro —autore, nel 1974, del saggio “Elementi di astronomia nell’architettura di Castel del Monte” — e lo storico dell’architettura tedesco Heinz Götze, che nel noto studio pubblicato in Germania nel 1984, poi tradotto in Italia con il titolo “Castel del Monte – Forma e simbologia dell’architettura di Federico II” , analizzò la genesi geometrico-costruttiva dell’edificio, proponendo un modello interpretativo destinato a diventare un punto di riferimento per gli studi successivi.
Tuttavia, né la costruzione aurea di Tavolaro — di natura cosmico-simbolica e fondata su specifici fenomeni astronomici solari — né lo schema geometrico di Götze — incentrato sulla valenza simbolica e magica della stella ottagonale, assunta quale principio ordinatore — possono essere considerati scientificamente fondati, poiché, per quanto suggestivi e ormai consolidati, non si basano su un’analisi rigorosa dei dati geometrici effettivi dell’edificio federiciano e non trovano conferma oggettiva in un confronto con la realtà architettonica.
All’inizio del XXI secolo, con la diffusione delle nuove, rivoluzionarie tecniche di rilievo laser-scanner, si erano avvicendate due campagne di rilevamento parziale del complesso monumentale, la prima del 2005 con finalità fondamentalmente di sperimentazione accademica sulle tematiche del rilievo e la seconda del 2009, tecnologicamente più avanzata, fu unicamente finalizzata alla redazione del piano di gestione del sito secondo le disposizioni normative. Nessuno di questi rilievi fu concepito con la finalità di indagine scientifica che aveva contraddistinto e ispirato il lavoro dello Schirmer e, soprattutto, nessuna delle recenti campagne di rilievo si erano occupate degli aspetti decorativi ed ornamentali, che solo lo storico rilievo del Chierici del 1934, aveva sensibilizzato.
Emerse sin dal principio la necessità di ripensare integralmente l’intero processo di rilievo del castello, impostandolo ex novo secondo una metodologia autonoma e sotto il nostro diretto controllo. L’obiettivo, tanto ambizioso quanto inedito, era quello di procedere alla digitalizzazione integrale del monumento, con una risoluzione millimetrica e un’attenzione specifica — anch’essa inedita — rivolta agli apparati decorativi.”[1].

Fig.2 Esempio di digitalizzazione e restituzione di particolari decorativi e scultorei, del portale di Castel del Monte, ricostruiti attraverso tecniche di anastilosi e di restauro digitale.
Su incarico dell’allora Polo Museale della Puglia, dipendente dal Ministero dei beni culturali e del turismo, fu avviato un ambizioso progetto di valorizzazione del sito che comprendeva, fra molti obiettivi, la digitalizzazione integrale del castello.
La nuova ed estesa campagna di rilevamento LiDAR[2], a nuvole di punti colorati (RGB), avrebbe per la prima volta riguardato e svelato l’intera impiantistica tecnologica storica di Castel del Monte contraddistinta da cisterne pensili, condotti fognari, canali di scolo, canne fumarie, la grande cisterna ipogea, tutti i bagni, i camerini e l’intera rete di distribuzione scalare.

Fig.3 Rilievo di Castel del Monte a nuvole di punti RGB, sezione. Campagna del 2020[3].
Con la disponibilità di una straordinaria e inedita massa di dati, fu possibile assemblare l’intero monumento in tutta la sua complessità, avviando, anche un esteso programma di ricerca finalizzata all’analisi geometrico-compositiva dell’edificio, con il fondamentale supporto di calcolo, analisi e programmazione matematica del prof. Lorenzo Roi, già docente liceale di matematica e fisica, particolarmente interessato alle nuove tecnologie ed autore di diverse pubblicazioni in ambito didattico.
Il risultato di questa ricerca durata circa 4 anni, ha prodotto una completa trattazione, in corso di pubblicazione, sulla geometria e le proporzioni dell’enigmatica morfologia architettonica di Castel del Monte di cui questo abstract rappresenta soltanto una sintetica e divulgativa anticipazione dei temi trattati e soltanto alcuni dei significativi risultati raggiunti.
[1] Nel 2020 è stata digitalizzata con la tecnica della fotogrammetria digitale tridimensionale (Structure from Motion) una selezione di 80 apparati decorativi fra i più significativi di Castel del Monte.
[2] LiDAR, acronimo dall’inglese Laser Imaging Detection And Ranging è una tecnica di telerilevamento che permette di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso luminoso (laser).
[3] Rilevamento LiDAR eseguito da DIGITARCA, elaborazione ed assemblaggio del modello globale a nuvola di punti curato e diretto da larderArch.
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Realizzazione: larderArch©
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